Su La Repubblica (10 novembre 2006) Stefano Bartezzaghi ha commentato Wassermann nel modo seguente:
"Con Il caso Wassermann e altri incidenti metafisici, Roberto Casati che, da solo o in tandem con il suo collega Achille Varzi, ha già lavorato su temi come i buchi e l'ombra e si è impegnato in dialoghi di divertente articolazione metafisica, fa un passo ulteriore e impugna con decisione lo strumento narrativo. Un filosofo, in fondo, costruisce mondi possibili tutti i giorni e questa è la parte del suo mestiere che condivide con il narratore. Casati [...] ha deciso di rivestire di figure e azioni narrative questi "mondi mentali". Argomenti filosofici secolari come le congetture sulla natura e il linguagigo degli angeli, o più recenti come lo statuto narrativo dei personaggi, paradossi sul tempo e sull'incidenza del caso, diventano così le occasioni per brevi racconti che mutuano l'andamento, se non il linguaggio, delle finzioni borgesiane, o dal Calvino di Ti con zero. Non si tratta in questo caso di un nuovo modo di fare letteratura o filosofia, ma di una ripresa della tradizione de compte philosophique, in cui alla morale si sostituisce la metafisica".
"Con Il caso Wassermann e altri incidenti metafisici, Roberto Casati che, da solo o in tandem con il suo collega Achille Varzi, ha già lavorato su temi come i buchi e l'ombra e si è impegnato in dialoghi di divertente articolazione metafisica, fa un passo ulteriore e impugna con decisione lo strumento narrativo. Un filosofo, in fondo, costruisce mondi possibili tutti i giorni e questa è la parte del suo mestiere che condivide con il narratore. Casati [...] ha deciso di rivestire di figure e azioni narrative questi "mondi mentali". Argomenti filosofici secolari come le congetture sulla natura e il linguagigo degli angeli, o più recenti come lo statuto narrativo dei personaggi, paradossi sul tempo e sull'incidenza del caso, diventano così le occasioni per brevi racconti che mutuano l'andamento, se non il linguaggio, delle finzioni borgesiane, o dal Calvino di Ti con zero. Non si tratta in questo caso di un nuovo modo di fare letteratura o filosofia, ma di una ripresa della tradizione de compte philosophique, in cui alla morale si sostituisce la metafisica".
